Quando un'esperienza continua a influenzare il presente

Ci sono esperienze che si concludono nel tempo, ma non dentro di noi.

Può trattarsi di un incidente, un lutto, un intervento medico, una relazione dolorosa, un’infanzia difficile o di un periodo della vita che ti ha lasciato addosso più di quanto avresti voluto. Anche quando tutto sembra passato, questi eventi possono lasciare una traccia che il tempo, da solo, non sempre riesce a sciogliere.

Può succedere di rivivere immagini o ricordi che sembrano comparire all’improvviso, provare emozioni molto intense, sentirsi costantemente in allerta senza comprenderne il motivo oppure avere la sensazione di essere  rimasti bloccati, anche quando sai che tutto è finito.

È normale chiedersi se quello che stai vivendo abbia un senso. Nella maggior parte dei casi, ce l’ha.

Se alcune di queste situazioni ti sono familiari, non significa che ci sia qualcosa che non va in te. Spesso significa che il tuo cervello non ha ancora avuto la possibilità di elaborare fino in fondo ciò che è accaduto.

Non è una questione di debolezza. È il modo in cui il nostro cervello cerca di proteggerci quando alcune esperienze sono state troppo difficili da affrontare.

L’EMDR è una psicoterapia che aiuta il cervello a riprendere questo naturale processo di elaborazione, permettendo ai ricordi di trovare finalmente il loro posto nella tua storia, senza cancellare ciò che è accaduto.

Nel mio lavoro utilizzo l’EMDR come parte di un percorso psicoterapeutico costruito sulla persona. Non esistono percorsi uguali per tutti, perché non esistono storie uguali.

L’obiettivo non è dimenticare il passato.
È fare in modo che il passato smetta di condizionare il tuo presente.

Che cos'è l'EMDR

Immagina che il nostro cervello sia un po’ come lo stomaco: il suo lavoro è “digerire” tutto quello che ci succede ogni giorno.

Nella maggior parte dei casi ci riesce da solo: prende le esperienze belle e quelle dolorose, le elabora e le trasforma in semplici ricordi. Quando un’esperienza è stata “digerita”, entra a far parte della nostra storia e smette di interferire con il presente.

A volte, però, succede qualcosa di troppo grande, improvviso o spaventoso. In quel momento è come se il cervello si trovasse davanti a un boccone troppo grande da smaltire. Quel ricordo rimane incastrato lì, non ancora elaborato.

Ecco perché, anche dopo anni, basta un piccolo richiamo per far riaffiorare la stessa paura, la stessa rabbia o la stessa ansia di allora: è come se il cervello continuasse a reagire come se quel pericolo stia accadendo proprio adesso.

Naturalmente questa è una semplificazione, ma rende bene l’idea di ciò che accade quando un’esperienza non riesce a essere elaborata fino in fondo.

L’EMDR aiuta il cervello a riprendere questo naturale processo di elaborazione. Il ricordo non viene cancellato; quello che cambia è il modo in cui viene vissuto.

Durante le sedute possono essere utilizzati movimenti oculari, picchiettamenti o suoni alternati tra destra e sinistra. Questi strumenti, però, non sono l’EMDR: sono elementi che facilitano il processo guidato dal terapeuta.

Per questo motivo non è il movimento degli occhi, da solo, a produrre il cambiamento. La differenza la fanno la valutazione clinica, il momento in cui si decide di utilizzare l’EMDR e il modo in cui viene
integrato all’interno di un percorso costruito su misura per te.

L'EMDR può essere utile nel mio caso?

Spesso si pensa che l’EMDR sia indicato solo dopo eventi eccezionali, come gravi incidenti, violenze o calamità. In realtà non è l’evento, da solo, a fare la differenza: è il modo in cui quell’esperienza continua a influenzare la tua vita oggi.

L’EMDR può esserti utile se:

  • Hai la sensazione che una parte della tua vita sia rimasta bloccata in qualcosa accaduto tempo fa.
  • Alcune situazioni ti portano a reagire con un’intensità che nemmeno tu riesci a spiegarti.
  • Eviti luoghi, persone o pensieri perché, ogni volta che riaffiorano, ti fanno stare troppo male.
  • Sai razionalmente che quell’esperienza appartiene al passato, ma continui a sentirne gli effetti nel presente.

Non è necessario aver vissuto quello che comunemente viene definito un “grande trauma”. La stessa esperienza può avere un impatto molto diverso da una persona all’altra. Questo non significa che una sia più forte o più debole: significa solo che ogni storia è unica e merita di essere accolta nella sua complessità.

Come lavoro

Ogni persona arriva in terapia con una storia diversa. Per questo non credo nei percorsi costruiti intorno a una tecnica, ma nei percorsi costruiti intorno alla persona.

L’EMDR è uno strumento estremamente efficace, ma non è una bacchetta magica e non si applica in modo automatico. Segue un protocollo preciso, ma il protocollo da solo non basta: nessun automatismo può sostituire la reale comprensione della persona.

Prima viene la tua storia. Prima viene capire che cosa è rimasto dentro di te. Solo dopo decidiamo come utilizzare e integrare l’EMDR all’interno del tuo percorso:

  • In alcuni casi, è possibile iniziare il lavoro di rielaborazione fin dalle prime sedute.
  • In altri, è più utile dedicare prima del tempo alla stabilizzazione, alla costruzione di risorse e a imparare a gestire le emozioni più intense.

Questo non significa rallentare la terapia: significa costruire le basi giuste perché il cambiamento sia davvero efficace e duraturo.

Cosa succede al primo incontro?

Il primo incontro non serve a iniziare subito l’EMDR. Serve prima di tutto a conoscerci e a capire insieme da dove partire.

Non è necessario avere già tutte le risposte. Non devi sapere se ciò che stai vivendo dipende davvero dal passato e non devi nemmeno decidere da solo se l’EMDR sia il trattamento più adatto: questo è il lavoro che faremo insieme.

Mi racconterai cosa ti ha portato a chiedere aiuto e insieme valuteremo la strada migliore per te. Se l’EMDR sarà lo strumento adatto lo integreremo nel percorso; se non lo sarà, costruiremo insieme un’alternativa.

L’obiettivo non è fare l’EMDR.
L’obiettivo è aiutarti a stare meglio.

Domande Frequenti sull'EMDR

Che cos'è l'EMDR e come funziona?

L’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) è una psicoterapia riconosciuta a livello internazionale, utilizzata per aiutare il cervello a elaborare esperienze che sono rimaste “bloccate” e continuano a influenzare il presente. Attraverso una stimolazione bilaterale, favorisce una naturale rielaborazione dei ricordi, riducendone il peso emotivo senza cancellarli.

L’EMDR può essere utile in molte situazioni: traumi, lutti, incidenti, interventi medici, esperienze difficili dell’infanzia, relazioni dolorose, ansia, attacchi di panico, fobie e tutte quelle esperienze che, anche a distanza di tempo, continuano a influenzare il modo di sentirsi, pensare o vivere le relazioni.

L’EMDR è uno strumento molto efficace, ma non è sempre il punto di partenza più indicato. Ogni persona ha una storia diversa e il percorso viene costruito in base alle sue esigenze. Per questo motivo, prima di iniziare, è fondamentale una valutazione clinica accurata.

No. Durante il trattamento potresti entrare in contatto con ricordi ed emozioni legati all’esperienza, ma sempre all’interno di un contesto protetto e con il supporto del terapeuta. L’obiettivo non è rivivere il trauma, ma permettere al cervello di elaborarlo in modo diverso, così che perda la sua carica emotiva disturbante.

Non esiste un numero di sedute uguale per tutti. Dipende dalla storia della persona, dal tipo di difficoltà e dagli obiettivi. Alcuni eventi singoli possono essere elaborati in poche sedute, mentre situazioni più complesse o traumi ripetuti richiedono un lavoro più approfondito. Durante il percorso valuteremo insieme i progressi.

Il primo colloquio serve a conoscerci. Mi racconterai cosa ti ha portato a chiedere aiuto, ricostruiremo insieme la tua storia e definiremo gli obiettivi. Solo dopo questa fase valuteremo se l’EMDR è lo strumento più adatto e quando sarà il momento giusto per utilizzarlo.

. L’EMDR è una psicoterapia supportata da numerosi studi scientifici ed è ufficialmente riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dalle principali linee guida internazionali per il trattamento del trauma e del disturbo da stress post-traumatico (DPTS).

Non è necessario saperlo prima di iniziare. Durante il primo colloquio valuteremo insieme la tua situazione. Se l’EMDR sarà lo strumento più adatto ti spiegherò come integrarlo; se invece riterrò più indicato un altro approccio, te lo dirò con la massima chiarezza.